ZANZARE-E-VIRUS

Altre zanzare

 

Aedes caspius

Ochlerotatus (Aedes) caspius è una specie tipicamente crepuscolare con un secondo picco meno pronunciato nelle prime ore del mattino. Nelle giornate nuvolose e nei luoghi ombrosi può essere attiva anche durante le ore diurne. Nelle zone urbane l’attività risente della luminosità artificiale e risulta quindi prolungata. Il picco di attività serale si sposta nell’arco stagionale adattandosi all’ora del tramonto.

Specie tipica dei suoli ad allagamento temporaneo di zone naturali o agricole, nei quali le uova durevoli possono subire uno o più cicli di sommersione-asciutta.  In area naturale sono focolai larvali ambienti salmastri come i dossi, le barene, i salicornieti adiacenti ai corpi idrici permanenti, le depressioni nelle aree boscate e a pineta. In area agricola sono le risaie, le scoline e i capofossi sottoposti a variazione del livello idrico.

Le uova vengono deposte singolarmente sul suolo umido e sulle sponde appena al di sopra del limite dell’acqua e possono rimanere quiescenti anche alcuni anni fino alla sommersione. In questo stadio trascorre l’inverno. E’ un'ottima volatrice in grado di compiere attivamente fino a circa 20 km.

In Emilia-Romagna le aree a maggiore densità della specie sono gran parte della provincia di Ferrara e l’area nord della provincia di Modena caratterizzate da un'estesa presenza di aeree umide.

 

Aedes vexans

Aedes vexans che insieme ad Aedes caspius e Culex pipiens  fa parte delle zanzare autoctone più abbondanti della pianura padana, come altre zanzare del genere Aedes, è una specie tipica dei suoli ad allagamento temporaneo di zone boscate naturali o agricole con acqua dolce. Tra i primi sono le radure e i prati incolti mentre nelle zone agricole sono focolai larvali le risaie, le scoline e i capofossi nel caso di copertura arborea.

Le uova sono deposte singolarmente sul suolo umido posto al di sopra il livello dell’acqua rimanendo quiescenti fino alla sommersione. In questo stadio Ae. vexans supera l’inverno. E’ una discreta volatrice in grado di compiere attivamente molti chilometri dal focolaio di sviluppo larvale. Punge tipicmanete mammiferi e uomo.

In Emilia-Romagna è più abbondante nella fascia nord compresa tra le province di Modena e Piacenza lungo il fiume Po, a nord-est nella provincia di Bologna, probabilmente per la presenza di diverse aree umide e invasi artificiali e a nord nella provincia di Ferrara sempre lungo il fiume Po.

 

Culex perexiguus

Culex perexiguus, appartenente al complesso Culex univittatus, è una specie di crescente interesse per l’entomologia medica e veterinaria, soprattutto alla luce della sua espansione geografica e del suo potenziale ruolo nella trasmissione di arbovirus. Storicamente considerata tipica delle regioni calde e semi-aride dell’Africa e del Medio Oriente, negli ultimi anni la sua presenza in Europa è stata documentata con maggiore chiarezza e frequenza, attirando l’attenzione di ricercatori e istituzioni sanitarie.

In Europa la specie è attualmente segnalata in diversi Paesi del bacino mediterraneo. E’ stata osservata in Spagna, in particolare nelle regioni meridionali e lungo la costa mediterranea, dove monitoraggi entomologici ne hanno confermato la presenza stabile. Evidenze puntuali la indicano inoltre in Grecia, Cipro e in alcune aree della Turchia europea. La sua presenza più a nord rimane al momento limitata, verosimilmente a causa delle esigenze ecologiche legate a climi caldi. La prossimità geografica con regioni del Nord Africa, dove la specie è comune, suggerisce che l’espansione verso l’Europa meridionale sia in corso e potenzialmente favorita dal riscaldamento climatico.

Dal punto di vista trofico, Cx. perexiguus mostra una spiccata ornitofilia, con preferenza per uccelli acquatici legati a zone umide, collocandosi in una posizione chiave nel ciclo enzootico di diversi arbovirus, in particolare di West Nile Virus. Studi condotti in Spagna indicano che la specie può effettuare pasto di sangue anche su alcuni mammiferi, compresi i cavalli.

La mappa preliminare sottostante evidenzia il legame della specie con ambienti di aree umide caratterizzati da una maggiore presenza di uccelli possibili serbatoi di WNV,  precipitazioni relativamente più elevate e temperature massime a fine stagione più alte.