ZANZARE-E-VIRUS

Aedes albopictus - zanzara tigre

Appartenente all’ordine dei ditteri, famiglia Culicidae, genere Aedes e specie albopictus, la Zanzara Tigre, arrivata in Italia nel 1990 con il commercio dei copertoni usati, è ormai ben adattata ai nostri ambienti. A distanza di 30 anni possiamo ormai definirla “zanzara italianizzata”.

Dal punto di vista dell’aspetto, Aedes albopictus si distingue molto bene dalla Zanzara Comune per la sua colorazione. L’adulto di Zanzara Tigre, infatti, ha un corpo nero con striature bianche su capo, torace, addome e zampe. Le sue dimensioni sono comprese tra i 4 e i 10 mm.

Il ciclo vitale della Zanzara Tigre, come di tutte le zanzare, comprende 4 stadi: uovo, larva, pupa e adulto. In questa specie, le uova sono nere e lunghe circa mezzo millimetro. Le larve, che crescono e si sviluppano in acqua, quando non disturbate, stanno appena sotto la superficie respirando l'ossigeno atmosferico col sifone respiratorio. L’adulto, infine, conduce vita aerea. 

 

ORIGINE E DIFFUSIONE

La Zanzara Tigre ha come areale originario il Sudest asiatico. Nella seconda metà del ‘900 si è diffusa in numerosi paesi dell’Africa, in larga parte degli Usa, in Sudamerica, Australia e nelle isole del Pacifico. In Europa è stata avvistata per la prima volta in Albania nel 1979. Le prime segnalazioni in Italia risalgono, invece, al 1990 nella città di Genova. Oggi la Zanzara Tigre è diffusa su gran parte del territorio nazionale. È presente anche in altri Paesi europei quali Francia, Spagna, Svizzera, Montenegro, Olanda, Grecia, Croazia, Slovenia, Bosnia Erzegovina, Albania e Israele. Sul sito dell'ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) è possibile consultare e scaricare la mappa aggiornata dell'attuale distribuzione di Aedes albopictus.

In Emilia-Romagna è bastato poco più di un decennio perché Ae. albopictus infestasse tutte le città capoluogo e la maggior parte dei comuni di pianura e collina di ogni provincia. 

ABITUDINI

Particolarmente aggressiva, la Zanzara Tigre è attiva soprattutto durante il giorno. Nonostante possa pungere uccelli, rettili e perfino anfibi, la femmina di Ae. albopictus attacca preferibilmente l’uomo procurando pomfi e irritazioni fastidiose. 

Gli adulti  generalmente preferiscono spazi aperti, al riparo negli ambienti freschi e ombreggiati e trovano quindi rifugio soprattutto tra l’erba alta, le siepi e gli arbusti. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati segnalati importanti focolai in zone assolate come i parcheggi dei supermercati o nelle aree industriali, dove ci sono pochi alberi.

Tradizionalmente, si riteneva che la Zanzara Tigre non si spostasse più di poche decine di metri. Gli studi sulla specie hanno dimostrato, al contrario, che è capace di effettuare spostamenti anche di centinaia di metri, avvicinandosi al chilometro.

 

IL CICLO BIOLOGICO DELLA ZANZARA TIGRE

La femmina di Aedes albopictus, responsabile delle punture all'uomo, può compiere diversi pasti di sangue a distanza di 3-5 giorni uno dall'altro e in condizioni ottimali vive circa 4 settimane.

A partire da circa 60 ore dopo il pasto di sangue le femmine depongono tra le 40 e le 80 uova, disponendole singolarmente appena sopra il livello dell’acqua. In laboratorio si è visto che ogni femmina è in grado di deporre le uova anche per 7 cicli consecutivi, per un totale di 350-450.

Grazie a raffinati meccanismi bio-fisiologici, le uova di Zanzara Tigre possono sopravvivere in forma quiescente anche durante il freddo invernale e in periodi di siccità. Una umidità del 60-70% e temperature di 25°C sono sufficienti a far sopravvivere circa un quarto delle uova deposte per 4 mesi. Addirittura, le uova si sono dimostrate capaci di sopravvivere a -10°C per 24 ore!

Quando le uova vengono sommerse dall'acqua schiudono dando origine alle larve che dopo 4 mute e una fase di pupa, originano le forme alate, ovvero gli adulti. 
In primavera e in autunno l'intero ciclo si compie in media in 15-20 giorni, mentre in estate in 6-8 giorni.