Valutazione del rischio del virus Oropouche (OROV) in Europa: possibili implicazioni per l’Italia
Un recente studio pubblicato su The Journal of Infectious Diseases ha analizzato la competenza vettoriale di diverse specie di zanzare europee per il virus Oropouche (OROV), un arbovirus tropicale meno noto rispetto a Chikungunya o Dengue, ma potenzialmente pericoloso. Il lavoro, condotto da un gruppo di ricercatori tedeschi, ha valutato se alcune specie di zanzara possano sostenere infezioni e trasmettere OROV, suggerendo che alcune aree del Mediterraneo potrebbero essere a rischio in caso di introduzione del virus.
OROV è storicamente associato ad epidemie in America Latina e trasmesso principalmente da culicoidi (Culicoides), ma il ruolo delle zanzare nella dinamica di trasmissione è stato finora poco esplorato. Lo studio ha testato la competenza vettoriale di cinque specie di zanzara:
- Aedes albopictus,
- Aedes aegypti,
- Aedes japonicus,
- Culex torrentium
- Culex pipiens biotipo pipiens.
I risultati indicano che la maggior parte delle specie studiate (Cx. torrentium, Cx. pipiens pipiens, Ae. aegypti e Ae. japonicus) non ha trasmesso OROV in condizioni sperimentali, mentre Ae. albopictus (Zanzara Tigre) ha mostrato una certa competenza vettoriale, sebbene a livelli bassi. Questo suggerisce che, in un contesto favorevole, caratterizzato da clima caldo e alta densità di vettori, la Zanzara Tigre potrebbe essere in grado di sostenere, anche se marginalmente, una trasmissione locale del virus
Attraverso un’analisi del rischio, basata sulla distribuzione geografica di Ae. albopictus, gli autori stimano che le regioni del bacino mediterraneo costituiscano aree potenzialmente idonee alla trasmissione locale di OROV, qualora il virus venisse introdotto.

Per l’Italia, e in particolare per regioni con abbondanti popolazioni di Ae. albopictus come quelle del Nord, compresa l’Emilia-Romagna, questi risultati meritano attenzione. La regione è da tempo oggetto di monitoraggio entomologico, con densità di Zanzara Tigre elevate nei mesi estivi. In caso di introduzione del virus attraverso viaggiatori o scambi internazionali, la presenza stabile della Zanzara Tigre potrebbe favorire una trasmissione locale, seppur con efficienza limitata secondo le evidenze sperimentali. Altre recenti analisi indicano un rischio relativamente basso di trasmissione efficace da parte di Cx. pipiens, Ae. albopictus e Anopheles atroparvus, anche in presenza di ceppi emergenti del virus. (www.biorxiv.org/content/10.1101/2025.08.27.672550v1.full-text).
Ciò significa che, pur esistendo un potenziale di trasmissione, la soglia per un’effettiva diffusione autoctona rimane incerta e verosimilmente dipendente da condizioni ambientali favorevoli (temperature elevate, alta densità vettoriale, introduzioni ripetute del virus).
In sintesi, anche se Oropouche non rappresenta al momento una minaccia in Europa, la Zanzara Tigre dimostra una capacità, seppur modesta, di trasmettere il virus in condizioni biologiche sperimentali. Il clima mediterraneo, inoltre, potrebbe in futuro sostenere episodi di trasmissione locale in caso di introduzione del virus.