Analisi della serie temporale delle uova di Zanzara Tigre (Aedes albopictus) in Emilia-Romagna (2008–2025)
Da 18 anni la Regione Emilia-Romagna monitora l’andamento della popolazione di Aedes albopictus attraverso una rete di ovitrappole costituita da 755 stazioni distribuite nei 10 capoluoghi di provincia. Questo patrimonio informativo, tra i più rilevanti a livello europeo, rappresenta una base solida per studiare l’evoluzione stagionale della Zanzara Tigre, analizzarne la risposta ai cambiamenti ambientali e climatici e supportare gli interventi di sanità pubblica stimando l’andamento della specie.

L’analisi della serie temporale relativa al periodo 2008–2025, presentata al meeting AIE (Associazione Italiana di Epidemiologia) 2026 di Trieste (poster), evidenzia una marcata stagionalità annuale, caratterizzata da picchi molto pronunciati e regolari, intervallati da periodi di assenza o quasi assenza di ovideposizione nei mesi sfavorevoli all’attività riproduttiva. L’ampiezza dei picchi varia da un anno all’altro, con alcune stagioni nettamente più intense di altre, a conferma del ruolo svolto dalle condizioni ambientali e climatiche nel determinare l'abbondanza stagionale della specie.
L'analisi del trend di lungo periodo, ottenuto separando la componente stagionale dalle fluttuazioni casuali, mostra un progressivo incremento del numero medio di uova fino a circa il 2015, seguito da una fase di sostanziale stabilizzazione su livelli comunque più elevati rispetto agli anni iniziali della serie. Nel complesso, i risultati indicano un aumento della densità media della popolazione di Zanzara Tigre in Emilia-Romagna nel corso degli ultimi due decenni.

Tale andamento è coerente con un progressivo adattamento della specie sul territorio e potrebbe essere influenzato da diversi fattori, tra cui gli effetti cumulativi del riscaldamento climatico e le difficoltà di contenimento del vettore ormai ampiamente diffuso.
Alcune flessioni osservate nel corso della serie (ad esempio negli anni 2015, 2018 e 2023) suggeriscono inoltre il possibile effetto di particolari condizioni meteorologiche o di differenti livelli di efficacia degli interventi di controllo, senza tuttavia modificare la tendenza generale.
L'analisi della componente stagionale mostra come il ciclo biologico annuale di Aedes albopictus sia rimasto sostanzialmente stabile nel periodo considerato. Non si osservano infatti spostamenti significativi del periodo di massima attività, mentre emerge una variazione nella durata della stagione favorevole alla riproduzione.
I dati medi individuano principalmente le settimane 31-32 (prima metà di agosto) come il periodo di massima densità di uova.
La rappresentazione grafica delle deposizioni tramite heatmap evidenzia un fenomeno di particolare interesse sanitario: negli anni più recenti la stagione attiva tende a protrarsi fino a ottobre inoltrato con livelli di deposizione ancora elevati. Questo fenomeno, coerente con gli effetti del cambiamento climatico nei contesti mediterranei, potrebbe comportare un’estensione del periodo di rischio per la trasmissione di arbovirus come dengue, chikungunya e Zika.

I picchi di più alta densità di uova (colore tendente al giallo acceso) si sono registrati negli anni 2015, 2018 e 2023.