Previsione dell’andamento stagionale di Zanzara Tigre per il 2026 in Emilia-Romagna
Grazie all’applicazione del modello matematico sviluppato dal Gruppo Tecnico regionale (Carrieri et al 2023 ), anche per la stagione 2026 è possibile fornire una previsione su quale sarà la densità media regionale di Zanzara Tigre (Aedes albopictus) utilizzando i dati meteoclimatici ERG5 di Arpae Simc e i dati validati di monitoraggio tramite ovitrappole della Rete Regionale, raccolti negli ultimi 16 anni (2010-2025).
L’andamento climatico registrato nel 2026 tra gennaio e marzo ha determinato un ritardo della schiusa delle uova svernanti di Zanzara Tigre. Nei mesi successivi, in particolare maggio, la piovosità e la temperatura sono state superiori alla media storica, determinando una crescita più rapida della specie. Confrontando i dati osservati tramite ovitrappole dal 2023 al 2025 con la previsione aggiornata 2026, che include anche i primi dati di monitoraggio di maggio 2026, il modello prevede una diminuzione della densità media stagionale di Zanzara Tigre nell’area romagnola (province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini) e un leggero aumento nell’area emiliana (province di Ferrara, Bologna, Modena, Reggio-Emilia, Parma e Piacenza) rispetto al 2024 e 2025.
Tuttavia, i valori restano superiori alla media storica con un Indice Standardizzato di Incremento della popolazione di Ae. albopictus (ISP) maggiore di 1, segno di una presenza della specie superiore alla norma .

Di seguito la mappa della previsione stagionale di Zanzara Tigre nel 2026; i poligoni con linea nera indicano i capoluoghi di provincia in cui viene svolto il monitoraggio con ovitrappole.

Nel 2026, le aree con i valori di ISP relativamente più elevati (1,00 - 1,20) si concentrano lungo la fascia costiera e nella zona settentrionale delle province da Piacenza a Bologna e nell'intero territorio ferrarese.
Va considerato che l’andamento stagionale di Zanzara Tigre può essere influenzato dal clima invernale-primaverile, ma andamenti meteorologici anomali in estate e le attività di lotta messe in atto possono tuttavia determinare variazioni anche significative nella dinamica della popolazione come si è potuto osservare nella seconda metà di giugno 2026 caratterizzata da un picco anomalo di popolazione favorito dalle temperature molto elevate.